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Ue Via libera all’acquisizione da parte di Rwe degli asset rinnovabili e nucleari di E.ON


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Via libera Ue all’acquisizione della generazione di E.ON da parte di Rwe

Una nota di Bruxelles spiega come l’indagine dell’Antitrust comunitario ha evidenziato che l’operazione, che riguarda soprattutto la Germania, “non ostacolerà la concorrenza considerato che Rwe ha una quota di mercato nella generazione tedesca di poco superiore al 20%, che aumenterà di meno dell’1%”. In aggiunta, la Commissione ha tenuto conto del fatto che la capacità nucleare ha una natura “solo temporanea”, visto che il Paese chiuderà l’ultimo reattore entro la fine del 2022.


“L’operazione non solleva preoccupazioni per la concorrenza perché Rwe continuerà a dover affrontare una reale competizione sui mercati della generazione e della fornitura di elettricità all’ingrosso”.

E’ la motivazione con cui la Commissione europea ha autorizzato ieri “incondizionatamente” l’acquisizione da parte di Rwe degli asset rinnovabili e nucleari di E.ON, concordata un anno fa dai due gruppi tedeschi nell’ambito di un complesso swap (QE 12/3/18).


L’indagine – condotta in “stretta cooperazione con l’autorità tedesca Bundeskartellamt” – ha dimostrato nel complesso che Rwe “non sarà in grado e non avrà convenienza a influenzare i prezzi di mercato attraverso la limitazione delle forniture di elettricità”.

La Commissione sottolinea comunque che la seconda parte dell’accordo di swap, l’acquisizione da parte di E.ON degli asset di Rwe nella distribuzione e nella vendita al dettaglio, è in corso di valutazione attraverso un’indagine separata.


E proprio questa seconda operazione, che vedrà il gruppo di Johannes Teyssen assorbire la controllata di Rwe Innogy, potrebbe essere uno scoglio ben più arduo da superare.

In base agli accordi, E.ON acquisirà il 76,8% di Innogy detenuto da Rwe, che in cambio otterrà una partecipazione del 16,67% della stessa E.ON (operazione autorizzata sempre ieri dal Bundeskartellamt) e la gran parte delle sue attività nelle rinnovabili, nonché le quote di minoranza nelle centrali nucleari tedesche di Emsland e Gundremmingen. Rwe, che verserà a E.ON un conguaglio di 1,5 miliardi di euro, riceverà anche tutti gli asset di Innogy nelle Fer e nello stoccaggio gas e la quota nel fornitore di energia austriaco Kelag.


Secondo alcuni operatori tedeschi, il nuovo gruppo frutto della fusione tra E.ON e Innogy – che hanno già sottoscritto i relativi accordi (QE 19/7/18) – avrebbe una posizione dominante nel retail della Germania. In questo senso, la “Reuters” rivela che al termine del sondaggio concluso il 18 febbraio dall’Antitrust Ue, quest’ultimo avrebbe invitato i concorrenti di E.ON-Innogy a formulare dettagliate osservazioni sull’effettivo potere di mercato e sulla capacità del nuovo gruppo di influenzare i prezzi al dettaglio e la fornitura di smart meter.

Interpellato da “Der Spiegel”, l’avvocato Ines Zenke dello studio legale Becker Büttner Held, che rappresenta un gruppo di utility locali e altre società energetiche decise a impedire l’operazione, ha sostenuto che lo swap tra E.ON e Rwe creerebbe un “potere di mercato senza precedenti”.


Il fornitore indipendente Lichtblick ha commissionato uno studio alla società di consulenza Lbd, in base al quale la nuova E.ON, a seguito dell’acquisizione dei clienti e delle reti di Innogy, “diverrebbe il più grande fornitore di energia elettrica su due terzi della Germania, con una quota di mercato in queste aree superiore al 70%”. Inoltre, stigmatizza Lichtblick in un comunicato, “con l’accesso a circa 16 milioni di clienti, circa 20 milioni di contatori intelligenti e gran parte delle reti elettriche, E.ON diventerà il principale possessore di dati del settore energetico” tedesco.

L’analisi preliminare dell’operazione si concluderà il 7 marzo. A quel punto l’esecutivo comunitario potrà autorizzare la fusione o avviare un’indagine approfondita.


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