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Borse elettriche Ue, ripiegano i prezzi


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Quotazioni in forte caduta in Italia e Germania, discesa più contenuta in Francia. Andamenti con ragioni diverse.

Ottobre si chiude con un PUN in decisa caduta. Dopo due mesi in cui è sempre stato superiore ai 50 €/MWh e solo in due settimane appena al di sotto, è ora scivolato a 45,73 €/MWh, con una discesa del 13,9% sulla settimana precedente.


Anche sulle altre Borse europee si è verificato un assestamento, di proporzioni sostanzialmente analoghe in Germania e invece decisamente più contenute in Francia, con un conseguente disallineamento delle quotazioni sulle diverse piazze.


Sull’EPEX-France il base load ha perso solo il 2,8% e quota 39,95 €/MWh, mentre sul Phelix la discesa è stata del 9,8% portando il prezzo a 36,32 €/MWh. Il divario si è mantenuto anche giovedì 31 con 46,18 €/MWh a Parigi e 42,63 €/MWh a Lipsia, alimentando quindi un’intensa attività di arbitraggi, per la felicità dei trader, arrivando poi venerdì 1 novembre alla chiusura della forbice con un differenziale a favore dell’EPEX-France di 0,5 €/MWh.


La dinamica dei prezzi nell’Europa Continentale è sostanzialmente riconducibile all’esaurirsi delle aspettative di una crisi del nucleare francese. Anche i più scettici sulla veridicità delle dichiarazioni di EdF si sono messi -almeno per il momento- il cuore in pace e prendono atto che tutto il parco di generazione in Francia è in pieno esercizio, salvo alcuni gruppi il cui fermo era però programmato e annunciato da tempo.


Più difficile spiegare il ripiegamento dei prezzi in Italia, nella dimensione che ha raggiunto. Possiamo individuare una maggiore disponibilità dell’idroelettrico nella zona Nord, una buona ventosità al Sud e sulle isole ed il sensibile ridursi del prezzo zonale della Sicilia, ritornato prossimo agli altri prezzi zonali, grazie alla rimozione di alcuni vincoli al transito con il continente. Tutti questi elementi hanno più che compensato una riduzione, stimabile nell’ordine del 5% delle importazioni, riduzione dovuta non al fattore prezzo, ma a restrizioni sulla rete.


I fattori che abbiamo indicato non giustificano però da soli il ripiegamento del PUN ed allora dobbiamo ricordare come i forward per ottobre siano stati chiusi a settembre a 54,28 €/MWh e che al 23 ottobre il PUN del mese era già a 55,24 €/MWh.


Questo consentiva a diversi produttori di cercare di forzare sulle vendite (di qui la riduzione delle importazioni) abbassando il prezzo, coperti da quanto già spuntato grazie ai forward. Ecco allora la possibilità di vendere, nella media settimanale a 45,73 €/MWh, che portano comunque il PUN di ottobre a 52,82 €/MWh, con piena soddisfazione dei produttori.


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